La relazione educativa a Pemba

Luogo: Pemba - Mozambico
Beneficiari: Bambini dell'oratorio Kirikù e i loro educatori

Il percorso offrirà ai beneficiari diretti, gli educatori, occasioni di riflessione e confronto di gruppo sulle difficoltà che l’essere educatori comporta in un contesto in rapido mutamento e dove gli input esterni sono quotidianamente molteplici e forti. Gli animatori rifletteranno sulla centralità del loro ruolo nel percorso educativo dei bambini, beneficiari indiretti, ed apprenderanno metodologie e strumenti in grado di supportarli nel loro essere quotidianamente,  punti di riferimento e d’esempio per i piccoli.

 

La città di Pemba è situata nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, ed è una località che sta vivendo un vero e proprio boom economico, legato soprattutto al turismo in ascesa. Spiagge cristalline, mare limpido e barriere coralline fanno di Pemba un’attrazione per un numero sempre maggiore di turisti provenienti dall’Europa e dal Sud Africa, mentre la presenza di numerose risorse (legname, diamanti, petrolio) ha fatto sì che da qualche anno anche l’attenzione di grandi multinazionali estere si riversasse su questa piccola città africana che sembra essere divenuta il centro numerosissime attenzioni economiche.

Purtroppo sono soltanto pochi a godere di tale sviluppo: la maggior parte della popolazione vive ancora in condizioni di estrema indigenza e povertà. Il sistema educativo sta migliorando ma è ancora molto lacunoso, come anche quello sanitario, che purtroppo deve fronteggiare il flagello dell’HIV-AIDS (da stime dell’UNICEF, oltre il 16% della popolazione tra i 15 e i 49 anni è sieropositiva). La popolazione locale vive per lo più di piccoli commerci e del lavoro della campagna, che però è stagionale e da ottobre ad aprile (stagione delle piogge e della semina dei campi) vede molte persone soffrire letteralmente la fame.

In tutto questo, i bambini sono coloro che maggiormente pagano le conseguenze, sia dello sviluppo (che purtroppo porta con sé il fenomeno dello sfruttamento e del turismo sessuale) che della persisente povertà (dalla malnutrizione alla mancanza di opportunità educative, dall’assenza di igiene al degrado sociale).

L’idea progettuale  nasce da un bisogno rilevato durante l’intervento attuato presso le realtà delle Pastorelle. Tale intervento ha portato alla luce il bisogno di fornire gli educatori un aiuto concreto e continuativo per fronteggiare il difficile compito educativo che quotidianamente sono chiamati a svolgere.

I bambini che ogni giorno frequentano l’oratorio Kirikù sono circa 400, dai 4 ai 18 anni. Molti di loro non vanno a scuola, non sanno leggere né scrivere, alcuni parlano esclusivamente la lingua macua (dialetto locale). Tutti vivono in condizioni di estrema povertà e indigenza, sono malnutriti e spesso mangiano soltanto il panino che ricevono alla fine delle attività oratoriali.  Gli educatori sono quegli stessi bambini, oggi cresciuti. Anch’essi hanno conosciuto gli stessi problemi e tutt’oggi vivono in condizioni di vulnerabilità a causa di malattie, abbandono da parte del coniuge, povertà estrema. Non avendo ricevuto alcun tipo di formazione specifica, spesso svolgono il proprio lavoro senza entusiasmo e senza motivazione, considerando il proprio ruolo di animatore più come uno strumento di sussistenza che come una fonte di crescita e di soddisfazione personale. 

Responsabile Progetto:

Francesca Serio

Operatori:

Anna Rita Pinna

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