Tutori di Resilienza

Luogo: Gaza, Libano, Mali
Beneficiari: Educatori e insegnati
Staff: 3
Obiettivo:

Offrire alle figure educative locali strumenti e metodologie che consentano loro di assumere il ruolo di tutori di resilienza nei confronti di minori e famiglie vittime di esperienze traumatiche di guerra, violenza e migrazione forzata in contesti operativi differenti con il fine di creare un modello di intervento


L’interesse verso i bambini e le situazioni che rischiano di interrompere il loro sviluppo ed avere conseguenze sulla loro salute mentale, ha portato alla necessità di elaborare tecniche e programmi d’intervento finalizzati ad aiutare i minori ad affrontare nel miglior modo possibile gli esiti di situazioni traumatizzanti e le avversità vissute. Le applicazioni di modelli di intervento psicosociale definiti di “resilienza assistita” si sono, negli ultimi anni, allargati a numerosi contesti traumatici: catastrofi naturali, disastri provocati dall'uomo (guerre e violenze di ogni genere) e situazioni di avversità cronica come la migrazione forzata dove la tempestività e l’adeguatezza dell’intervento rappresentano delle priorità. Esemplare in questo senso è il BICE (Bureau International Catholique de l’Enfance) che, impegnato nella difesa dei bambini, è stata la prima istituzione in Europa ad impiegare il concetto di resilienza come base teorica, nell'intervento con bambini vittime di esperienze potenzialmente traumatiche in varie parti del mondo.

Nel caso del bambino, il processo che gli consentirà di mobilizzare le sue risorse interne ed esterne, richiede l’incontro con persone in grado di ascoltarlo con attenzione e con rispetto e di difenderlo. Boris Cyrulnik li definisce “tutori di resilienza”, in quanto attori capaci di promuovere nei minori processi resilienti. Riconoscere i bisogni dei bambini e rispondervi, creando un ambiente sicuro, affettivo e stimolante, e parlare loro con un linguaggio che li consenta di esprimere i propri vissuti interni rende i piccoli vulnerabili più resilienti, capaci cioè di superare disagi, ansie e traumi per riprendere nuovamente il proprio percorso di crescita e vivere in una società che deve a sua volta essere pronta ad accoglierli.

Responsabile Progetto:

Francesca Giordano

Operatori:

Veronica Hurtubia

Silvia Reitano

Elie Mulomba

 

Prossima Missione in Mali Aprile 2014


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